HomeTerre del Gufo, Eugenio MuzzilloPresentazione di Terre del Gufo, a cura di Eugenio Muzzillo

Presentazione di Terre del Gufo, a cura di Eugenio Muzzillo

Tutto è a conduzione familiare e d’ispirazione artigianale nella azienda agricola di Eugenio Muzzillo. Si coltiva la vite e la passione per il vino facendo leva su pochi principi:

  • fedeltà alle origini ed alle tecniche tradizionali di produzione; espressione non mascherata dei vitigni storici;
  • amore per la viticoltura di collina e per le zone interne della Calabria;
  • ricerca della forza espressiva del vino;
  • rifiuto dell’omologazione.

Terre del Gufo considera il vino come una bevanda territoriale che cambia in base a geografia, clima e tecniche utilizzate e che va bevuta nel luogo in cui prende vita.

Qui il vino si produce da generazioni per il puro piacere di farlo, di berlo e di offrirlo nelle cene conviviali. Lo stesso spirito delle origini cercando di conservarlo ed esprimerlo nelle bottiglie che oggi destiniamo alla vendita, rivolgendo l’offerta ad appassionati e curiosi che amano i vini non appiattiti su stanchi modelli internazionali. Per questi stessi motivi coltivano i tremila metri quadri di vigna in prima persona, curando l’intero ciclo di produzione che va dalla potatura invernale alla raccolta fino alla trasformazione enologica condotta in forma artigianale. Una piccola produzione di qualità (25.000 bottiglie/anno) curata in prima persona in ogni più piccolo dettaglio.

“Baccus apertos colles amat”, l’uva ama i colli aperti dicevano i romani che di viticoltura s’intendevano. Nel territorio di Cosenza le viti sono allevate sui declivi di alta collina e si avvantaggiano di ventilazione e di buone escursioni termiche.  Siamo nell’alta Calabria appenninica, ai piedi della Sila, una Calabria inattesa per chi conserva della regione l’idea stereotipata di una terra assolata e arida che si allunga su bellissime coste, in alcuni casi, deturpate dal cemento armato e dalle palazzine non finite. Ma la Calabria è anche una delle regioni più montuose d’Italia, con zone interne ricchissime di boschi, di acqua e di paesaggi non urbanizzati.  Qui tra castagni e ulivi e più su tra faggeti e foreste di conifere, gli inverni sono freddi e le estati fresche e riposanti. I paesi conservano strutture antiche, tipicamente appenniniche che restituiscono l’idea arcaica e commossa di un’Italia ormai scomparsa. Una geografia austera e silenziosa in cui è bello immergersi e la cucina è ricca e il vino ha il sapore dei tannini vivi che riscaldano il cuore.

Antico  vitigno di probabile origine greca, il Magliocco Dolce è una delle “cultivar” più diffuse nei vigneti  della Calabria, dal nord al sud della regione ma anche in piccole  zone della Lucania dove è conosciuto come Vujanese o Aglianico di Cassano. Diffusissimo nelle Calabria settentrionale, assume nomi diversi a seconda delle aree geografiche in cui è coltivato. Sul Pollino è detto Guarnaccia, nel Savuto Arvino, altrove Terravecchia, Merigallo, Maglioccuni, Marsigliana, Greco nero… La diversità dei nomi e la convinzione dei viticoltori di allevare viti tra loro diverse è dovuta a micro selezioni locali che hanno differenziato la morfologia del grappolo (in alcune zone piccolo e senz’ali in altre allungato e con ali molto pronunciate) e originato un molteplicità di ecotipi. In tutti i casi la maturazione è tardiva, la buccia pruinosa e spessa con sfumature blu violacee. Il corredo polifenolico è ricchissimo (con tannini e antociani, specie malvidina, in grande evidenza) e dà vita a vini di buona ma non di grandissima struttura, adatti all’invecchiamento. Il Magliocco è un’uva difficile da coltivare e da vinificare ma se si modera il vigore e si vendemmia a piena maturazione (il che per le zone di alta collina può significare anche i primi di novembre) regala vini di sorprendente eleganza, fortemente mineralizzati e sapidi con sentori d’incenso e note di frutti di bosco in forte evidenza. L’importante è aspettare che la maturazione fenolica ammorbidisca la sempre esuberante carica tannica. Il tempo farà il resto!

Il vino? Cos’è il Vino? Perché il vino? Parlando di vino si finisce inevitabilmente per parlare di altro. Di chimica se notiamo delle note ossidate oppure di microbiologia quando discutiamo di lieviti e di fermentazioni. Potremmo continuare a parlarne spaziando dalla genetica molecolare alla biologia sistematica, fino all’antropologia. Poi però portiamo il bicchiere alle labbra e appena cominciamo a bere ecco che irrompe la vita.
Ci sentiamo avvolti dall’atmosfera, il tessuto delle emozioni che releghiamo sul fondo della nostra esistenza balza in primo piano e si fa protagonista. Ci sentiamo in relazione non solo con chi sta bevendo insieme a noi ma con l’ambiente di cui siamo parte sia noi, sia il vino che ci scorre in bocca e ci inebria i sensi. Diventiamo in qualche modo ecologi perché il vino è una bevanda territoriale, la più territoriale che ci sia. Cambia in base alla geografia, al clima, all’altimetria, alla natura dei suoli, alle esposizioni, alle tecniche in uso. Per questo amiamo berlo lì dove nasce, si conserva e cambia nel tempo. E quel luogo, la sua storia, il suo “genio” vorremmo vederli, viverli, e sapere tutto di loro.

Le nostre degustazioni vogliono offrire almeno un po’ di questa complessità: serate in cui le esperienze sensoriale del cibo e del vino si sposano al piacere delle parole e favoriscano lo scambio; delle conoscenze, delle idee, delle emozioni. Degustazioni ragionate fatte là dove le viti si possono non solo guardare ma anche toccare camminando a passo lento tra i filari.

Terre del Gufo è a quindici minuti dal centro storico di Cosenza ed a pochi minuti dall’uscita autostradale di Rogliano (A2) e vale una visita attenta. Sono aperti tutto l’anno ma solo su prenotazione e per piccoli gruppi.

Sito web: https://www.terredelgufo.it/

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