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Le sorprese della Calabria sostenibile

I Fenomeni: seconda tappa del viaggio di Economy alla scoperta di imprenditori innovativi, inclusivi, responsabili in collaborazione con Symbola e Istituto Tagliacarne (Unioncamere).

di Francesco Condoluci

C’è chi distribuisce energia a livello territoriale, con gran risparmio di costi per gli utenti, civili e industriali. Chi fa prodotti lattiero-caseari attraverso una filiera chiusa che si auto-alimenta trasformando in energia i suoi stessi rifiuti attraverso una centrale a biogas, tra le più importanti in tutto il Mezzogiorno. E poi ancora: lanifici di impronta artigianale che lavorano come terzisti per i brand del lusso e antiche fabbriche di liquirizia e acque oligominerali riconvertite in aziende moderne e sostenibili. Aziende storiche e Pmi di ultima generazione, dinastie imprenditoriali e startupper rampanti.

L’INIZIATIVA OSPITATA DA CONFINDUSTRIA COSENZA CON LA PARTECIPAZIONE DI SACE. PROSSIMO APPUNTAMENTO A BARI

La Calabria che riesce a fare impresa in maniera vincente ma soprattutto sostenibile, innovativa, inclusiva, si è ritrovata al gran completo, nella sede di Confindustria Cosenza, sotto la regia attenta e soddisfatta del presidente Giovan Battista Percacciante, per la seconda tappa de “I Fenomeni di Economy”, il viaggio regione per regione che – iniziato in Sicilia il mese scorso – punta a risalire lo Stivale alla scoperta, appunto, di quelle pmi che hanno fatto della sostenibilità intesa a 360 gradi un marchio di fabbrica e uno stile imprenditoriale.

A selezionarle insieme ad Economy, ci sono due qualificatissimi talent-scout come Symbola e il Centro Studi Tagliacarne di Unioncamere: alla prima spetta il compito di fare lo screening delle aziende virtuose, alla seconda di individuare quelle che esprimono le potenzialità dei territori in chiavi nuova e originale.

L’idea di fondo che muove il progetto di Economy l’ha ribadita, nel dibattito che ha preceduto lo storytelling dei “fenomeni calabresi”, l’editore incaricato del gruppo, Alfonso Ruffo: «Più che alla potenza puntiamo all’intelligenza delle esperienze imprenditoriali che mettiamo in risalto in una apposita piattaforma destinata a diventare un hub delle buone pratiche – ha detto – l’originalità del nostro racconto sta nella particolarità degli esempi raccolti e nella loro capacità di generare emulazione per contribuire all’affermazione di un’economia più giusta e a misura d’uomo secondo l’insegnamento del Manifesto d’Assisi».

Quella di Confindustria Cosenza, in occasione della tappa calabrese, non è stata affatto un’adesione formale: «Questa iniziativa di Economy – ha tenuto a sottolineare in apertura il presidente Percacciante – premia le aziende che anche qui in Calabria si sono sapute distinguere per la loro capacità di valorizzare le risorse del territorio con intelligenza, visione e rispetto dell’ambiente e delle persone. A sceglierle ci ha pensato un panel qualificatissimo e questo è la migliore garanzia del fatto che il riconoscimento è andato alle vere eccellenze della Calabria e al loro impegno sul piano dell’innovazione, della sostenibilità, dell’inclusione. Oggi è proprio una bella giornata, che ci fa sperare in un futuro luminoso per le nostre aziende, per la crescita della Calabria».

Le premesse ci sono tutte e la conferma l’hanno data loro, le aziende regionali prescelte per entrare nel ristretto novero dei “Fenomeni di Economy” e che sono sfilate una dietro l’altra al tavolo dei relatori, per raccontare in pochi minuti come e perché si fa innovazione in Calabria. «Siamo la prima pmi innovativa ad essere stata iscritta nel registro della Calabria» ha spiegato con orgoglio Massimo Ruffolo, Ceo e founder di “Altilia”, un’azienda di Rende (Cosenza) specializzata nell’intelligent process automation: in sostanza l’uso dell’intelligenza artificiale e del machinelearning per la lettura automatica di documenti e l’estrazione di dati. Dopo di lui, a salire in cattedra è stato uno degli ultimi discendenti di un’azienda che è nata in Calabria quasi tre secoli prima dell’avvento dell’IA, ovvero Fortunato Amarelli, amministratore delegato dell’omonima fabbrica che dal 1731 a Rossano Calabro produce liquirizie oggi famose in tutto il mondo.

Ha sede a Gioiosa Jonica, invece, sul versante jonico della provincia di Reggio Calabria, la terza delle aziende che si sono guadagnate l’etichetta di “Fenomeni” e l’ingresso nell’hub dedicato di Economy. Si chiama Beautyprof, commercializza prodotti per la cura della persona e il suo presidente, Domenico Novembre, l’ha presentata come «l’unica in tutto al Sud ad avere la licenza di distribuire direttamente all’utente finale i profumi di un gigante come Dior». Sempre nel Reggino, ma nell’entroterra del lato tirrenico, a Candidoni, ha il suo headquarter il caseificio “Fattoria della Piana”, vera case study del settore agroalimentare italiano, con la sua produzione di mozzarelle e altri latticini che vengono distribuiti in tutto il pianeta (e sono arrivati persino sulla tavola della Casa Bianca) ma soprattutto con l’impianto di produzione biogas, una delle più grandi centrali agroenergetiche del Centro e Sud Italia, che consente di produrre energia in modo totalmente ecosostenibile trasformando scarti, letami e liquami delle stalle in un gas biologico che diventa “motore” per l’alimentazione di tutti i processi produttivi.

Sempre nel settore dell’economia circolare, ha il suo core-business “Calabria Maceri”, azienda cosentina leader nella gestione integrata dei rifiuti in tutto il Meridione, scelta anch’essa tra i Fenomeni di Economy assieme a “Ecologia Oggi Spa” di Eugenio Guarascio e ad un’altra impresa con sede nella zona industriale di Zumpano alle porte di Cosenza, che rappresenta praticamente un unicum tra le realtà produttive calabresi: e cioè la Omnia Energia, una “Energy service company” specializzata nel fornire alle persone e alle imprese soluzioni di riduzione ed efficienza energetica mediante prodotti e servizi altamente innovativi. Un’azienda nata e cresciuta in Calabria (i suoi dipendenti sono tutti laureati all’Università di Cosenza) che oggi fa concorrenza a un colosso come Enel.

Nel club delle eccellenze calabresi selezionate per Economy da Symbola e Istituto Tagliacarne, un posto di diritto non poteva non spettare anche agli alfieri dell’agroalimentare regionale oggi impegnati con decisione sul fronte della sostenibilità e cioè le Cantine Librandi di Cirò (Kr), l’Olearia San Giorgio di San Giorgio Morgeto (Rc), l’azienda vitivinicola cosentina Terre del Gufo e la storica Acqua Mangiatorella di Stilo (Rc), una delle poche aziende nazionali produttrici di acqua rimasta ancora a capitale interamente italiano.

A chiudere la carrellata dei “Fenomeni” calabresi, sfilati nella sede della Confindustria Cosenza, si sono alternati Entopan (azienda di Caraffa di Catanzaro che si occupa di innovazione territoriale, sociale, tecnologica e digitale) e due realtà di casa a Soveria Mannelli, nel Catanzarese: il Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile della Calabria oggi diventata un’azienda-museo votata al recupero di risorse e tradizioni del territorio che lavora per le grandi maison di moda e la celebrata casa editrice Rubbettino, la regina dell’editoria calabrese che da anni per ogni libro pubblicato pianta un nuovo albero.

«Sono tutti casi emblematici di come si possa fare impresa e avere successo nel rispetto dell’ambiente, dei lavoratori, dei fornitori, del territorio circostante, dei giovani e delle donne diventando preziosi punti di riferimento per la comunità allargata di riferimento. Un modo di produrre e distribuire ricchezza che può e deve diventare un modello diffuso per un Paese, come l’Italia, rispettato nel mondo per la bellezza e la bontà delle cose che produce» ha chiosato Alfonso Ruffo nel tirare le fila della presentazione dell’edizione calabrese di “Fenomeni”, la cui prossima tappa sarà in Puglia, a Bari, il prossimo 11 dicembre.

All’evento in Confindustria ha presenziato anche Chiara Pollicina, responsabile per il Sud delle piccole imprese di Sace, partner di Economy in questo format. «Accelerare la transizione digitale e sostenibile delle PMI, aiuta a “compattare”, e trainare lo sviluppo del tessuto imprenditoriale e del sistema economico nazionale nel suo complesso – sono state le sue parole – anche perché fa da export booster: quasi il 70% delle imprese che investe nella duplice transizione esporta anche sui mercati esteri, mentre quelle che puntano solo su uno dei due aspetti (innovazione o sostenibilità) esportano meno del 50%. Tenendo ben chiari questi punti, abbiamo messo al centro della nostra missione il supporto a tutte le realtà che fanno investimenti innovativi e green in Italia e ovviamente in Calabria. Chi investe in innovazione e digitalizzazione, infatti, rafforza la propria competitività e resilienza ed esporta di più e meglio».

  1. ALTILIA S.R.L. (Rende, Cs)

È un’azienda leader nel settore del software per l’automazione intelligente, impegnata a democratizzare l’uso dell’IA per automatizzare i processi aziendali basati su documenti. La loro piattaforma SaaS no-code consente agli utenti di creare algoritmi per l’elaborazione di documenti, gestendo sia moduli che documenti complessi e non strutturati. Grazie al machine learning, accelera i tempi di elaborazione e permette alle imprese di liberare risorse da attività manuali ripetitive. Il team di Altilia, composto da 50 professionisti altamente qualificati, include scienziati, ricercatori e ingegneri. È stata la prima in Calabria ad essere iscritta nel registro regionale delle PMI innovative.

  1. AMARELLI FABBRICA DI LIQUIRIZIA SRL (Rossano Calabro, Cs)

Con radici che affondano nel XV secolo, Amarelli è sinonimo di liquirizia di alta qualità. La famiglia Amarelli nel 1731 fondò un impianto proto-industriale per estrarre il succo dalle radici e avviò la commercializzazione, dando vita alle celebri liquirizie nere. Una tradizione dolciaria che oggi conquista palati e mercati in tutto il mondo e, pur avendo attraversato tre secoli di trasformazioni e undici generazioni, mantiene intatto l’impegno per la qualità e l’autenticità. Per raccontare questa storia secolare, nel 2001 ha aperto il Museo della liquirizia “Giorgio Amarelli” che è stato premiato con il “Guggenheim Impresa & Cultura”.

  1. BEAUTYPROF S.P.A. (Gioiosa Jonica, Rc)

Fondata e presieduta al 100% da Domenico Novembre, si occupa di prodotti per la cura della persona e della profumeria. Autorizzata dai marchi presenti nei 14 punti vendita fisici e sulla piattaforma online, offre prodotti esclusivamente dalle case produttrici, con un assortimento che spazia da brand premium ai più conosciuti nel mercato internazionale del make-up, trattamento e profumi. Fortemente impegnata nei valori etici e nella sostenibilità, nel 2019 ha ricevuto una menzione speciale all’Oscar di Bilancio, promosso da Ferpi, Borsa Italiana ed Università Luigi Bocconi, per il suo Report Integrato, riconosciuto come il primo di una PMI calabrese.

  1. FATTORIA DELLA PIANA. (Candidoni, Rc)

Nata nel 1936, oggi, con oltre 200 ettari coltivati di agrumi e foraggi e 6 milioni di litri di latte di alta qualità trasformati ogni anno, è la più grande fattoria della provincia di Reggio Calabria ed una delle più grandi del Sud Italia. Una coop agricola votata al biologico che, oltre alla produzione lattiero-casearia e di energia elettrica da biomasse, è impegnata nell’agricoltura sociale e unisce tradizione e innovazione per garantire una filiera sostenibile. Con 3 punti vendita e spedizioni nazionali e all’estero, esporta direttamente le eccellenze calabresi sulle tavole di tutto il mondo.   

  1. CALABRIA MACERI E SERVIZI S.P.A. (Rende, Cs)

È una delle realtà più innovative nella green economy in Italia. I fratelli Pellegrino, eredi di una lunga tradizione familiare nella gestione integrata dei rifiuti, hanno introdotto un nuovo approccio orientato allo sviluppo sostenibile, all’economia circolare e all’innovazione tecnologica. Oggi l’azienda gestisce servizi diretti a circa 500.000 cittadini, impianti di recupero, una discarica, un ecodistretto e un impianto di compostaggio. Delle circa 950 tonnellate di rifiuti lavorate ogni giorno, almeno l’80% viene destinato al recupero. Nel 2018 ha realizzato il primo impianto di biodigestione in Italia, producendo biometano per l’autotrazione.

  1. ECOLOGIA OGGI SPA (Rende, Cs)

Pioniera nell’ambito ambientale in Calabria fin dagli anni ‘90, oggi fornisce servizi ecologici integrati nelle province di Catanzaro e Cosenza e, con oltre 5 mila clienti, la sua rete di intervento è estesa a tutto il Sud. Le attività-chiave includono la raccolta rifiuti urbani con il metodo porta a porta, la gestione di impianti, la raccolta, il trasporto e l’avvio a recupero/smaltimento di rifiuti speciali, sanitari e ospedalieri, la sterilizzazione, disinfezione e sanificazione. È grazie all’efficienza dei suoi servizi se Cosenza, dove gestisce il sistema di raccolta rifiuti, è al 5° posto in Italia per il suo ecosistema urbano.

  1. OMNIA ENERGIA SPA (Zumpano, Cs)

Specializzata in tre settori chiave – luce&gas, energy Solutions e ICT per l’energia – si distingue per l’offerta di soluzioni di risparmio energetico di alta qualità, posizionandosi come un operatore completo capace di soddisfare in modo competente e affidabile ogni esigenza. Nata nel 2002, ha saputo conquistare infatti rapidamente la fiducia di grandi aziende, ampliando in seguito la sua presenza anche nel settore privato e nella PA. La sua mission è garantire ai clienti di un percorso graduale di riduzione dei costi energetici nel rispetto dell’ambiente. Riconosciuta come E.S.Co. certificata, nel 2013 ha ottenuto il premio “Sustainable Urban Building Contest” nel 2013 ad Hannover, Germania.

  1. CANTINE LIBRANDI (Cirò Marina, Kr)

Icona enologica della Calabria, ha radici che affondano nella tradizione vitivinicola della regione. Fondata nel 1950 dai fratelli Antonio e Nicodemo, da modesto centro di produzione di vini sfusi si è evoluta a cantina di risonanza internazionale che – guidata dalla riscoperta e valorizzazione di vitigni autoctoni – produce etichette di alta qualità contribuendo a far conoscere il vino calabrese nel mondo. Situata nella zona tipica del Cirò, si estende su 6500 mq e, coniugando la tradizione con la ricerca e le più avanzate tecniche enologiche, continua ad esaltare il ricco patrimonio viticolo calabrese.

  1. OLEARIA SAN GIORGIO (San Giorgio Morgeto, Rc)

La sua storia parte nel 1940, ma è negli anni ’90, quando la gestione passa alla nuova generazione della famiglia Fazari, che inizia la fase di innovazione e l’introduzione in azienda di nuovi cloni olivicoli, tecnologie e sistemi produttivi avanzati. L’azienda, oggi punto di riferimento per tutta l’olivicoltura calabrese, con oltre 140 ettari e circa 25.000 piante di ulivo, è fortemente impegnata sulla qualità, mantenendo vive antiche tradizioni e ottenendo la certificazione IGP per il suo extravergine. Con un team di 40 persone, è una filiera produttiva certificata che porta avanti l’arte olearia regionale abbinando imprenditorialità e rispetto del territorio.

  1. TERRE DEL GUFO (Cosenza)

L’azienda agricola di Eugenio Muzzillo è una realtà a conduzione familiare, ispirata dalla passione per la viticoltura e dalla volontà di rimanere legati alle tecniche tradizionali e alla produzione del vino come un’arte dedicata al piacere conviviale. I 30 mila mq di vigneti seguiti personalmente in ogni fase – dalla potatura alla raccolta, fino alla trasformazione enologica – e la produzione limitata a 25 mila bottiglie all’anno testimoniano un impegno ferreo per la qualità, curata in ogni dettaglio. Terre del Gufo considera il vino come “una bevanda territoriale” che cambia in base a geografia, clima e tecniche utilizzate e che va bevuta nel luogo in cui prende vita.

  1. MANGIATORELLA SPA (Stilo, Rc)

Rappresenta una delle principali realtà imprenditoriali del Sud Italia e ha una lunga storia legata all’Acqua Mangiatorella, celebre per la sua leggerezza e i benefici effetti sulla salute. La sua leggenda risale a oltre 200 anni fa, ma fu il generale garibaldino Achille Fazzari nel 1904 a valorizzarla e a imbottigliarla. Negli anni ’60, fu costruito uno stabilimento moderno per soddisfare la crescente domanda di Acqua Mangiatorella e l’apprezzamento negli anni successivi è cresciuto costantemente. Oggi l’azienda guidata da imprenditori calabresi è fondata su principi di sostenibilità e adotta strategie per preservare l’ambiente e garantire la fruibilità futura delle risorse.

  1. RUBBETTINO EDITORE (Soveria Mannelli, Cz)

Ha celebrato da poco i 50 anni di attività questa casa editrice che rappresenta un punto di riferimento in Italia nelle discipline di economia, politica e scienze sociali. Fin dai primi anni, ha coltivato una visione culturale aperta collaborando con personalità di spicco come Dario Antiseri e Sergio Ricossa. La celebre collana “Biblioteca austriaca” ha introdotto i classici del pensiero austriaco liberale in lingua italiana. Successivamente ha ampliato la sua offerta a tutti i campi del pensiero umanistico, scientifico, della cultura visuale e delle arti. Oggi, è un network che unisce intellettuali, accademici, centri di ricerca e attori della politica culturale.

  1. ENTOPAN (Caraffa di Catanzaro, Cz)

Nato oltre 20 anni fa nel cuore della Calabria con l’innovazione nel Dna, è un provider integrato che punta a promuovere il territorio, creare capitale sociale, costruire reti di competenza e valorizzare le imprese del Sud, accompagnandole in un percorso di crescita e trasformazione. Specializzato in open innovation, digital transformation, industria 4.0 e circular economy, accompagna imprese, startup, organizzazioni sociali e pubbliche amministrazioni verso il successo con un approccio su misura. Il suo progetto più ambizioso è la realizzazione dell’Harmonic Innovation Hub, uno “spazio totale” dell’innovazione ispirato ai modelli più avanzati al mondo.

  1. LANIFICIO LEO S.a.S. (Soveria Mannelli, Cz)

La più antica fabbrica tessile della Calabria, nata nel 1873, oggi è diventata un connubio perfetto tra tradizione artigianale e spirito innovativo. Il suo parco macchine storico, risalente al periodo 1890-1965, continua a essere il cuore pulsante della produzione e del Museo d’Impresa, uno “spazio del sapere”, arricchito costantemente con attrezzature all’avanguardia. È certamente uno dei casi più significativi di azienda-museo trasformatasi in un brand a vocazione internazionale la cui filosofia aziendale punta alla rivalutazione delle risorse tradizionali, creando manufatti che integrano l’identità territoriale con il design contemporaneo e generano collezioni innovative.

Francesco Condoluci
Caporedattore responsabile online di Economy, vive sul lago di Como e lavora tra Milano e Roma, dividendosi tra il giornale e il ruolo di consigliere per la comunicazione del Ministro delle Riforme Istituzionali. Cronista di mafia nella sua prima vita in Calabria dov'è nato e cresciuto, dal 2010 si è trasferito in Lombardia dove si è occupato di economia, turismo e agrobusiness per il Sole-24 Ore, Fiera Milano e il magazine VdG. Nel 2017 è diventato caporedattore di Economy, testata da cui ha preso un'aspettativa tra il 2018 e il 2021 per svolgere l'incarico di capoufficio stampa del Presidente del Senato. E' autore del libro "Noi gli Uomini di Falcone" (Sperling&Kupfer) e di progetti per il sociale - come In&Aut Festival - l'economia e il turismo.
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